
L’autosabotaggio: il programma nascosto che ti impedisce di fiorire
Quante volte ti è capitato di essere a un passo dalla svolta e qualcosa ti blocca. Procrastini, ti ammali, crei conflitti. Ogni volta che la vita sta per migliorare, una forza interna tira il freno. E la parte più dolorosa è che senti di farlo tu stessa/o, senza capire perché.
Non sei rotta/o,stai eseguendo un programma di protezione che ha perso il suo scopo. Il subconscio crede di salvarti impedendoti di esporti. Quando riprogrammi quel vecchio codice, il sabotaggio si dissolve e torni a fiorire.
Voglio dirti una cosa con tutta la dolcezza e compassione di cui sono capace: non è colpa tua.
L’autosabotaggio non nasce dalla debolezza. Nasce dall’amore. Sì, dall’amore. Perché quella parte di te che blocca tutto sta cercando di proteggerti da un dolore che ha conosciuto molto tempo fa. Forse prima ancora che tu avessi le parole per nominarlo.
Rumi scriveva: “La ferita è il luogo da cui entra la luce.” Io credo profondamente che ogni schema che oggi ti fa soffrire sia in realtà una porta. Non un muro. Una porta che aspetta solo di essere attraversata con consapevolezza.
Il subconscio è come un bambino fedele. Ha registrato tutto: ogni sguardo, ogni silenzio, ogni momento in cui hai capito che essere troppo luminosa/o non era sicuro. A partire da quel momento ha creato un programma per tenerti piccola/o. Non per punirti, per proteggerti.
Ma tu oggi non sei più quella bambina/o.
La riprogrammazione del subconscio è un atto di gentilezza profonda verso te stessa/o.

Non si tratta di forzare nulla. Non si tratta di combattere quella parte di te che sabota. Si tratta di incontrarla, guardarla negli occhi e dirle: “Ti vedo. Ti ringrazio. Ma oggi sono al sicuro. Puoi lasciarmi andare.”
Come diceva Lao Tzu: “Quando lascio andare ciò che sono, divento ciò che potrei essere.”
Nel percorso di riprogrammazione delle memorie a livello subconscio si entra in uno stato di coerenza dove la mente conscia si acquieta e il subconscio diventa accessibile. È lì, in quello spazio sacro di silenzio interiore, che le vecchie istruzioni possono essere riscritte con una frequenza nuova. Una frequenza che dice al tuo sistema: è sicuro ricevere, è sicuro brillare, è sicuro essere felice.
Eckhart Tolle ci ricorda che “Tu non sei i tuoi pensieri. Sei la consapevolezza dietro di essi.”
La riprogrammazione ti riporta esattamente lì: in quello spazio di consapevolezza pura dove puoi osservare il vecchio programma senza esserne più prigioniera/o.

Non devi diventare qualcun altro. Devi solo tornare a chi eri prima che la paura riscrivesse le regole.
Thich Nhat Hanh lo esprimeva con una semplicità disarmante: “Non devi cercare la libertà. Devi solo trovare dentro di te tutto ciò che hai costruito contro di essa.”
La riprogrammazione del subconscio fa esattamente questo: trova quei muri interni, li illumina e li scioglie. Uno ad uno con rispetto, con amore, con il tempo che il tuo sistema ha bisogno di prendersi.
In totale sicurezza e assenza di giudizio.
Perché tu non sei il tuo sabotaggio. Tu sei ciò che resta quando il sabotaggio finalmente si scioglie: luce pura che ha ritrovato il permesso di esistere.
Se senti che queste parole toccano qualcosa di vero dentro di te, ascolta quel sentire. È la parte più saggia di te che sta parlando.
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Bibliografia:
Un nuovo mondo,
Eckhart Tolle
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Con gioia,
Teresa